Le sottane lunghe delle signore svolazzano tra i colonnati, i mestieri di un tempo tornano ad essere svolti, le famiglie passeggiano ai Giardini Margherita la domenica pomeriggio dopo aver mangiato un piatto di tortellini fatti in casa e lucide Balilla percorrono Via Zamboni. Ecco quello che succede a Bologna in questi giorni, da quando è arrivata in città la troupe di “Un matrimonio”, il nuovo film a puntate per la Rai di Pupi Avati. All’ombra delle Due Torii si respira un’atmosfera retrò e affascinanti memorie del passato tornano per farci sognare.
Le strade e i vicoli sono trasformate così in un set cinematografico “vintage” per tre settimane: tanto dureranno le riprese qui dirette dalla figlia Maria Antonia, perché Pupi è rimasto a Cinecittà a girare gli interni della produzione che da ottobre si vedrà in tv.
La vicenda narrata copre un arco temporale di circa mezzo secolo, raccontando la storia d’amore dei genitori di Avati dal ’48 ai giorni nostri: i protagonisti sono infatti Francesca e Carlo, interpretati rispettivamente da Micaela Ramazzotti e da Flavio Parenti, che vestono i panni dei genitori del regista, una giovane coppia che vive nella Bologna post-bellica. È infatti la storia italiana del primo dopoguerra che viene raccontata attraverso la città natale del regista, e le vicissitudini della famiglia Avati.
Le prime scene sono state girate in Via Fondazza e in Strada Maggiore, e a seguire in Via Castiglione, in Piazza Galvani e in Via Valdonica, dove abitava la madre del regista. Questi sono solo alcuni degli angoli più suggestivi della città che verranno toccati con la cinepresa, intrecciando storia italiana, romanzo popolare e realtà cittadina.
Tra i portici di Via Zamboni reciteranno anche attori molto amati quali Cristian De Sica e Andrea Roncato, che interpreteranno i nonni di Pupi Avati. Ma figurano anche tanti bolognesi nel progetto che conta ben duecento figuranti. È attesissima la prossima settimana Katia Ricciarelli.
Questa è la Bologna che vedremo in tv, una città serena e ottimista, espressione di una positività fraterna che può nascere nelle persone solo grazie al superamento di una crisi: stiamo parlando del secondo conflitto mondiale.
Giulia Ravaglia
Tornare indietro nel tempo: una delle possibilità che la magia del cinema spesso ci regala. Sarà così a gennaio nel centro storico di Bologna, set di“Un Matrimonio”, fiction in sei puntate per la Rai, diretta da Pupi Avati. Il nostro regista torna a girare in città, dopo tanto tempo e polemiche, e la sua troupe animerà le vie per tutto il mese, per poi tornare in primavera. In realtà Avati non ci sarà fisicamente: dirige le riprese sua figlia Maria Antonia, mentre il padre si dedicherà a girare gli interni a Roma. Peccato: in realtà nel centro storico abbiamo delle case ancora intatte nella struttura e a volte anche negli arredi, gli studenti ne sanno qualcosa...Resta il fatto che i portici di Bologna sono ineguagliabili e così nonostante i graffiti, e l'evoluzione delle botteghe, il regista stavolta ha deciso di non poter rinunciare. Il matrimonio è quello dei suoi genitori, interpretati da Flavio Parenti e Micaela Ramazzotti, che abbiamo appena visto sul grande schermo protagonista dell'ultimo film del regista Il cuore grande delle ragazze: a partire dagli anni 40 vengono raccontate le vicende della sua famiglia, intrecciate alla storia. Tra gli altri interpreti anche Cristian De Sica e Andrea Roncato, nella parte di suo nonno. Quindi un set itinerante a cielo aperto che incontreremo nei luoghi che attraversiamo ogni giorno: via San Vitale, via Fondazza, via Zamboni, via Castiglione, Piazza Santa Stefano, ghetto ebraico, sembra che la madre abitasse in Via Valdonica e in quei locali che hanno conservato quanto più possibile il loro volto originario come il ristorante Diana, il forno Atti, il negozio di stoffe Zinelli, il calzaturificio Rimondi .
Avremo la possibilità di rivivere una Bologna del passato, incontrare delicate signore con cappellini tailleur aderenti, e di rigore pochette in mano, macchine d'epoca, scoprire la diversità delle attività commerciali, cosa c'era al posto del bar in cui andiamo ogni giorno: in via San Vitale un negozio di biciclette diventerà per l'occasione un forno, mentre il Palazzo della Provincia in via Zamboni tornerà ad essere la TIMO, la società telefoni Italia medio orientale.
Un salto nel passato e nella nostra storia e il ritorno di un uomo alle sue origini e alla sua città.
RitaMaria

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