domenica 24 dicembre 2017

Il nuovo volto del Nettuno, terminati i restauri della Fontana simbolo di Bologna, l’acqua torna a zampillare nel cuore della città



Si sono conclusi gli imponenti lavori di restauro della Fontana del Nettuno, giusto in tempo per regalare alla città il suo simbolo messo a nuovo prima di Natale e della fine dell’anno. I 38 ugelli delle statue in bronzo zampillano di nuovo e il Nettuno è tornato ad essere l’imponente re dei mari che troneggia sulla piazza Maggiore.

I lavori di restauro sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal Sindaco di Bologna,  Virginio Merola, Francesco Ubertini, Rettore dell'Università di Bologna, Andrea Cangini, Direttore Qn - Il Resto del Carlino, Gisella Capponi, Direttrice ISCR - Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Sabina Magrini, Segretariato generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia Romagna e Luigi Malnati, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.


I lunghi e impegnativi restauri, realizzati dal Comune di Bologna e avviati dopo la campagna di raccolta fondi lanciata dal quotidiano Il Resto del Carlino, sono cominciati nel giugno dello scorso anno a partire dal lavoro di un Comitato Scientifico costituito nel 2015 da Comune di Bologna, Università di Bologna, Istituto Superiore di Conservazione e Restauro di Roma (ISCR), Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Istituzione Bologna Musei e QN – Il Resto del Carlino. Un progetto estremamente innovativo nei modi e nei contenuti, che ha visto il coinvolgimento da parte del Comune di Bologna di cinque Dipartimenti dell’Alma Mater (Architettura, Ingegneria, Ingegneria Industriale, Chimica e Scienze Biologiche), in sinergia con le professionalità dell’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro di Roma e del CNR di Pisa.

Il restauro delle 37 sculture in bronzo e delle superfici lapidee della fontana del Nettuno è stato realizzato dall’ISCR, in buona parte in forma di cantieri didattici con un pool congiunto di studenti dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro della Scuola di Alta Formazione dell’ISCR di Roma e Matera e della sede di Ravenna dell’Università di Bologna, che sono stati affiancati dagli studenti e i dottorandi afferenti ai vari dipartimenti coinvolti nelle indagini. Per incentivare le donazioni, infine, il Comune di Bologna ha colto l’opportunità dell’Art Bonus, ossia la possibilità per i cittadini e le imprese di recuperare fiscalmente in tre anni buona parte delle somme di denaro donate a favore di progetti culturali.

Il costo del restauro della Fontana del Nettuno è stato di un milione di euro. La raccolta fondi, realizzata dal Comune di Bologna attraverso l'Art Bonus, e le donazioni ricevute da Qn - Il Resto del Carlino, resa possibile grazie alla generosità di cittadini e forze economiche e culturali della città, ha raggiunto quota 550.000 euro, la restante parte, 450.000 euro, è stata invece finanziata dal Comune di Bologna.

Durante tutto il periodo di lavoro il Nettuno è stato circondato da una impalcatura imponente che, oltre a permettere ai restauratori di lavorare in sicurezza, ha permesso ai cittadini bolognesi, e ai numerosi turisti che visitano la nostra città, di salire fino a oltre 7 metri di altezza per trovarsi faccia a faccia con il Gigante. Dal mese di luglio 2016, quando il Sindaco Virginio Merola, il Presidente di Bologna Welcome Celso De Scrilli e la Direttrice dell’ISCR Architetto Gisella Capponi, hanno inaugurato il percorso di visita al cantiere sono stati effettuati quasi 800 tour guidati per oltre 15.000 persone presenti, mentre durante gli 11 open day organizzati hanno visitato il cantiere del Nettuno quasi 27.000 persone.

Sin dall’avvio dei lavori sono emerse criticità per lo stato di conservazione dei bronzi legate all’azione di inquinanti e del cloro presente nell’acqua di ricircolo che hanno imposto significative modifiche nelle procedure in intervento. Alla fine dello scorso anno, inoltre, ci si è resi conto che l’impegnativo lavoro per riportare il simbolo di Bologna al suo antico splendore avrebbe subito un rallentamento a causa di problemi strutturali riscontrati durante le indagini. Dai sopralluoghi compiuti si era infatti riscontrato un forte degrado sugli ancoraggi verticali e orizzontali all'interno del Nettuno e diverse criticità di adesione delle lastre in pietra al basamento in mattoni. Inoltre l’attacco della statua non presentava lo stesso livello di sicurezza in tutte le direzioni. A seguito della rimozione di alcune stuccature si era manifestata poi una situazione critica anche in profondità, dove si erano riscontrati dei vuoti, con distacchi molto consistenti tra le lastre in materiale lapideo del rivestimento, e il supporto in laterizio con fessurazioni macroscopiche sulle stesse lastre. Nel mese di febbraio 2017 è stato aggiudicato anche il lavoro di sostituzione dell’impianto di adduzione e trattamento acqua della Fontana all’impresa Electra 2000 di Isernia, a seguito della procedura negoziata alla quale hanno partecipato 21 ditte. Nel mese di maggio è stato rimosso gran parte del vecchio impianto idraulico e si avviava alla conclusione il lavoro di restauro e consolidamento del cunicolo, che anticamente collegava la Fontana con la cisterna della fonte Valverde (cosiddetta “bagni di Mario”). Il consolidamento strutturale sia del cunicolo che del nettuno è stato eseguito dall’impresa Leonardo s.r.l. di Bologna, a seguito di procedura negoziata. Dopo l’estate è stato montato il nuovo impianto di adduzione dell’acqua, riportando il disegno delle tubazioni in rame quasi come era in origine, ovvero ogni livello della fontana viene alimentato da un anello in rame, in totale 7, a cui sono stati collegati i tubi che alimentano gli ugelli esterni. La potenza dell’impianto idraulico, aumentata quasi del doppio, garantisce oggi un disegno dei getti d’acqua del tutto simile a quella disegnata dal Laureti nel 1563.

Nel mese di luglio è stato siglato un nuovo accordo fra Comune e ISCR del valore di 155.000 euro per il completamento del restauro (sia dei bronzi che delle superfici in pietra) e delle attività di documentazione ed elaborazione dei dati raccolti. Infine in previsione di una futura buona conservazione, si è deciso di non installare un impianto antipiccione ma di procedere ad una manutenzione più assidua per la quale l’ISCR redigerà un vero e proprio manuale. La funzione di coordinamento della sicurezza è stata affidata ad un ingegnere di FBM (Bologna fiera metropolitana) in forma gratuita.

Durante le prime fasi dei lavori si sono tenuti incontri e tavole rotonde curate dall’Alma Mater di Bologna per approfondire il restauro e i diversi campi di intervento. Il primo convegno, “Salviamo il Gigante – La Fontana del Nettuno salvata dalle acque e dall’ambiente”, si è tenuto nel mese di giugno 2016 ed ha illustrato le motivazioni che erano alla base dell’intero progetto e come, attraverso una ricostruzione storica degli interventi condotti tra il 1988 ed il 1993, si è giunti al progetto attuale. Tre tavole rotonde si sono poi susseguite per approfondire gli aspetti del restauro “Mappare e diagnosticare il degrado” (ottobre 2016), “L’architettura delle acque tra storia e restauro” (novembre 2016), “Una nuova luce per il Gigante” (novembre 2016).

In settimana poi è stato pubblicato il volume NETTUNO. LA FONTANA: STUDIO, PROGETTO, RESTAURO a cura dell’Università che riassume tutto il percorso dei due anni di lavori. Edito dalla Bononia University Press il libro racconta il lavoro, i metodi, le tecniche d’indagine e le nuove scoperte degli oltre centocinquanta specialisti del Comune, dell’ISCR, dei Dipartimenti Universitari, delle ditte incaricate che vi hanno contribuito, singolarmente e collettivamente.

Oggi, a quasi 30 anni dagli ultimi interventi di riqualificazione, conclusi nel 1990, la fontana simbolo di Bologna torna a campeggiare nello skyline di Piazza Maggiore.

Le varie fasi del cantiere sono state seguite passo passo dal sito dedicato nettuno.comune.bologna.it sul quale sono presenti, oltre ad una breve storia della Fontana e dei restauri che ha subito in passato, piccole notizie che tracciano tutto il percorso dei lavori, numerose immagini dei diversi momenti di lavorazione, i comunicati stampa e i documenti completi redatti da Università e ISCR.

Presepi in città, itinerari alla riscoperta dell'antica tradizione bolognese


Martedì 26 dicembre il primo appuntamento



Passeggiare per Bologna alla riscoperta di un'antica tradizione popolare ancora viva, quella del presepe, che ha coinvolto nei secoli anche artisti di primo piano nel realizzare figure di alta qualità, con la terracotta come materia protagonista. Questo l'invito di Presepi in città, che propone 4 passeggiate di due ore tra i 41 presepi sparsi in palazzi, chiese e cortili.

Tra di essi, “La Sacra Natività di Palazzo d’Accursio” di Luigi Enzo Mattei, che si pone nel solco della grande tradizione fittile bolognese, valorizzandola e insieme rinnovandola, allestito nel cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio fino al 7 gennaio 2018, si potrà visitare tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30.

Le passeggiate per presepi, a cura del Comune di Bologna e guidate dai ricercatori del Centro Studi per la Cultura Popolare, sono gratuite e della durata media di due ore e saranno ogni volta diverse, pur non esaurendo tutti i siti. La partenza è sempre alle ore 15.30, cambiano i luoghi di ritrovo: martedì 26 dicembre i punti sono due, il Cortile d’onore di Palazzo d'Accursio e il Museo Davia Bargellini; lunedì 1 gennaio 2018 i punti sono la Basilica Santi Bartolomeo e Gaetano e la Chiesa di San Giacomo Maggiore; sabato 6 gennaio, si parte dal Museo della Beata Vergine di San Luca, e infine domenica 7 gennaio 2018 il punto di ritrovo sarà la Cattedrale di San Pietro e dalla Basilica di San Petronio.

Fino al 14 gennaio, al Museo Davia Bargellini in Strada Maggiore 44, si potrà visitare la mostra “La tradizione che continua: un presepio della Manifattura Minghetti”, curata da Mark Gregory D’Apuzzo dei Musei Civici d'Arte Antica e Nicoletta Barberini Mengoli in collaborazione con Fernando e Gioia Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare).
L'esposizione di un presepio di collezione privata, realizzato dalla fabbrica bolognese dei Minghetti (1850-1989), consente di portare alla luce un aspetto poco noto dell’attività di questa illustre manifattura artistica, conosciuta principalmente per le preziose maioliche, molto apprezzate anche in Europa e negli Stati Uniti. Intende inoltre far riemergere la memoria di una produzione, quella di statuette presepiali, cui la celebre famiglia di ceramisti si dedicò, recuperando una consolidata tradizione artigianale e artistica locale.
Oltre al gruppo di tredici statuette del presepio esposto, pochi altri ne restano oggi a testimoniare un’attività documentata per altro dalle fotografie a corredo dei listini di vendita della Manifattura Minghetti, in cui si riscoprono proprio i prototipi dei nostri esemplari: ad esempio il presepio della Banca Popolare dell’Emilia Romagna di Bologna o quello della chiesa di San Pietro in Casale, che conta qualche statuetta in più.
Il presepio in mostra si compone di statuette di piccola e media grandezza, realizzate in terracotta a stampo, dipinta a freddo e poi rifinita a mano. Le figure variano per dimensioni dai 20 ai 40 cm e riprendono nelle tipologie e nelle caratteristiche la tradizione affermatasi a Bologna grazie all’opera di insigni scultori, come Angelo Gabriello Piò, Filippo Scandellari, Giacomo De Maria e Gaetano Catenacci.
Nel presepio esposto, oltre alla Natività con la Madonna e il Bambino, modellati in un unico blocco, sono presenti i tre Re Magi e altri personaggi che per consuetudine narrativa partecipano alla gioia della nascita di Gesù, accorrendo a rendergli omaggio. Tra queste l’Ovarola, la contadinella che porta al Bambino le uova come dono e per nutrimento; il Dormiglione appesantito dal vino bevuto, come solitamente rivela la fiasca che gli sta vicino ad eccezione del nostro esemplare, che sonnecchia indifferente nonostante la confusione generata dall’evento; e la Meraviglia, la donna del popolo che, stupita dalla nascita del Bambino, a braccia aperte la annuncia al mondo.
Anche le altre figure di contorno rientrano nella tradizionale messa in scena della Notte di Betlemme e dell’Epifania, come già accade per altri esemplari in terracotta, che fanno parte della raccolta permanente del Museo Davia Bargellini, posti in questa occasione in dialogo con le statuette Minghetti.
Info: www.museibologna.it/arteantica

Istituzione Bologna Musei, gli appuntamenti da venerdì 22 a giovedì 28 dicembre


ISTITUZIONE BOLOGNA MUSEI

Ogni settimana i Musei Civici di Bologna propongono un ricco calendario di appuntamenti, per svelare le loro collezioni e raccontare aspetti ed episodi inediti e curiosi della storia della città, anche attraverso punti di vista differenti e insoliti accostamenti fra le diverse collezioni.
Conferenze, laboratori, concerti, visite guidate, visite in lingua sono i principali "strumenti" di questo racconto, che si dispiega lungo millenni di storia, dai primi utensili in pietra di uomini vissuti 800.000 anni fa ai prodotti dell'attuale distretto industriale, dalla pittura alle varie forme dell'arte moderna e contemporanea, dalla musica alle grandi epopee politiche e civili.

Di seguito gli appuntamenti in programma da venerdì 22 a giovedì 28 dicembre.
Musei aperti con orario festivo anche a Santo Stefano.
Apertura straordinaria il giorno di Natale per la mostra "REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky" ospitata al MAMbo, visitabile dalle 15 alle 20.


IN EVIDENZA

sabato 23 dicembre
ore 12: Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
Nell'ambito del Quarto d'ora accademico
"La Madonna dei Denti di Vitale da Bologna"
Visita guidata di 15 minuti con Silvia Battistini, conservatore delle Collezioni Comunali d'Arte.
Il dipinto, firmato e datato 1345, proviene dall'Oratorio della Madonna dei Denti, un tempo ubicato sul colle bolognese dell'Osservanza, presso la chiesetta di Mezzaratta, da cui provengono i celebri affreschi di Vitale e di altri artisti bolognesi del Trecento oggi conservati in Pinacoteca.
L'opera, uno dei capolavori indiscussi del celebre artista bolognese, ne esemplifica al meglio la cultura figurativa elegante e popolare insieme, dove convivono aggiornati richiami al gotico d'oltralpe e una vena di immediata espressività, ricca di spunti "naturalistici", come si vede nel ritratto del committente e nel gesto affettuoso del Bambino.
Ingresso: gratuito


PER I BAMBINI

sabato 23 dicembre
ore 15.30: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"Le goccioline scomparse"
Laboratorio per bambini da 4 a 6 anni.
Giochi, prove pratiche e semplici esperimenti aiuteranno a comprendere il ciclo dell'acqua in natura e i suoi diversi stati di aggregazione.
I bambini, protagonisti in prima persona come giovanissimi ricercatori, dovranno aiutare Mamma Goccina a ritrovare le sue tre goccioline, misteriosamente scomparse.
Osservando attentamente, formulando ipotesi e verificando con prove pratiche le proprie teorie, i bambini potranno avere un primo e coinvolgente approccio ai principi del metodo scientifico.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 22 dicembre).
Ingresso: € 5,00 (gratuito per un accompagnatore adulto)

ore 16: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
In occasione della rassegna The Best of
"La barca e la luna"
Spettacolo per bambini da 2 a 4 anni con Carlotta Zini. A cura di Roberto Frabetti e Bruno Cappagli, regia di Bruno Cappagli e Valeria Frabetti. Ideazione scenografica di Barbara Burgio, musiche originali di Riccardo Tesi. In collaborazione con La Baracca Testoni Ragazzi.
"C'era una barca che andava per mare, ma che sulla luna voleva arrivare... Andava sempre in tondo, perché andava per il mondo".
Un viaggio in cui una barca vive il suo desiderio di andare sulla luna. Balla con un pesce, parla con le stelle, gioca con un pellicano, ascolta una balena… Chiede aiuto e indicazioni, vuole sapere come si fa a lasciare l’acqua del mare per arrivare alla luna e lasciarsi cullare. Prova, riprova e poi prova ancora. Ma la Luna è lontana e una barca non sa volare. Però prova, riprova e poi prova ancora. Con tenacia, senza tristezza. Allegramente cerca di andare al di là del possibile. E si sa… La luna ama chi sogna.
Prenotazione obbligatoria solo online su www.museibologna.it/musica.
Si richiede conferma o eventuale disdetta entro il giovedì precedente la data del laboratorio.
Ingresso: € 6,00 a partecipante

domenica 24 dicembre
ore 15.30: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"Giochi di una volta"
Laboratorio per ragazzi da 6 a 10 anni.
Un tempo, quando la play station e il computer ancora non c'erano, bastava veramente poco per divertirsi: una corda, delle biglie e un pizzico di fantasia...
Utilizzando semplici materiali di recupero, come bottiglie vuote, spago, bottoni, elastici ecc., realizzeremo semplici giochi e simpatici marchingegni come il bilboquet, il cerchio magico, il missile in bottiglia... e riscopriremo così i giochi di una volta!
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 22 dicembre).
Ingresso: € 5,00 (gratuito per un accompagnatore adulto)

martedì 26 dicembre
ore 15.30: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"Un barattolo di Stelle"
Laboratorio per ragazzi da 6 a 10 anni. Apertura straordinaria del museo dalle 15 alle 18.
Un viaggio alla scoperta di Stelle e Galassie che terminerà con la creazione di un barattolo di Stelle personalizzato.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 22 dicembre).
Ingresso: € 5,00 (gratuito per un accompagnatore adulto)

mercoledì 27 dicembre
ore 8.30-12.30 e 14-18: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"Sto al MAMbo per le feste"
Se non avete prenotato in tempo il vostro biglietto per la Russia, non disperate perché quest'anno è molto più vicina di quanto possiate immaginare!
Dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo sono arrivati al MAMbo i capolavori che hanno raccontato la rivoluzione del 1917 e il suo tempo. Il museo ospita infatti la mostra "REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky" prodotta e organizzata da CMS.Cultura in partnership con il Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e curata da Evgenia Petrova, Vice Direttore del Museo di Stato Russo e Joseph Kiblitsky del medesimo museo.
Attraverso attività e laboratori che prendono ispirazione da una generazione di artisti visionari tra cui Marc Chagall, Kazimir Malevich e Vasilij Kandinsky, i bambini avranno la possibilità di compiere uno straordinario viaggio nella cultura e nell'immaginario russo tra arte visiva, danza, musica, teatro e letteratura.
"Sto al MAMbo per le feste" è un'opportunità straordinaria per far trascorrere ai bambini dai 5 ai 12 anni le lunghe giornate invernali in modo divertente e stimolante tra i celebri dipinti dei grandi maestri russi.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 (martedì e giovedì dalle 9 alle 17) oppure mamboedu@comune.bologna.it. Minimo 7 partecipanti.
I temi della giornata:
- mattina: "Malevich: la geometria in scena"
All’inizio del ‘900 in Russia non è cosa strana trovare un pittore a teatro e una ballerina nell’atelier di un artista. Prendendo ispirazione dagli abiti di scena disegnati da Kazimir Malevich, per lo spettacolo La vittoria sul sole, i bambini potranno ideare e creare personali carta modelli per stravaganti e geometrici costumi di scena. È previsto l'ingresso in mostra.
- pomeriggio: "Lo Schiaccianoci: A ritmo di danza l’Avanguardia avanza!"
Quella dello Schiaccianoci è una delle più belle storie ambientate nel periodo natalizio che alla fine dell'800, in Russia, venne reinterpreta nell'omonimo balletto. Ispirati dalla lettura della storia e dalla visione della suggestiva coreografia di Marius Petipa, realizzeremo personaggi in carta e stoffa che prenderanno vita e danzeranno all’interno di un video in stop motion.
Ingresso: € 15,00 per ogni mattina o pomeriggio + biglietto d'ingresso - € 5,00 ridotto, gratuito bambini fino 6 anni non compiuti - alla mostra, quando previsto

giovedì 28 dicembre
ore 8.30-12.30 e 14-18: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"Sto al MAMbo per le feste"
Se non avete prenotato in tempo il vostro biglietto per la Russia, non disperate perché quest'anno è molto più vicina di quanto possiate immaginare!
"Sto al MAMbo per le feste" è un'opportunità straordinaria per far trascorrere ai bambini dai 5 ai 12 anni le lunghe giornate invernali in modo divertente e stimolante tra i celebri dipinti dei grandi maestri russi, esposti nella mostra "REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky".
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 (martedì e giovedì dalle 9 alle 17) oppure mamboedu@comune.bologna.it. Minimo 7 partecipanti.
I temi della giornata:
- mattina: "L'Arte è Totale"
Il processo di rivoluzione e rinnovamento di inizio ‘900, ha permesso agli artisti di scoprire come la fusione tra le diverse arti renda possibile elevare al massimo le potenzialità espressive di ciascun linguaggio. In laboratorio si potrà esplorare il concetto di opera d’arte totale progettando un’azione performativa tra arte, teatro, musica e letteratura. E' previsto l'ingresso in mostra.
- pomeriggio: " Kandinsky, sentire a colori"
Il noto pittore Vasilij Kandinsky diceva che l’arte non si deve solo guardare, ma si deve sentire con tutto il corpo, come la musica. A partire dalla lettura di "The noisy paint box" di Barb Rosenstock e illustrato da Mary Grandpré racconteremo l’affascinante storia dell’artista russo per poi realizzare uno speciale scrigno dedicato alla “sinestesia”, dove i suoni si possono gustare e i colori annusare.
Ingresso: € 15,00 per ogni mattina o pomeriggio + biglietto d'ingresso - € 5,00 ridotto, gratuito bambini fino 6 anni non compiuti - alla mostra, quando previsto


GLI ALTRI APPUNTAMENTI

sabato 23 dicembre
ore 15-18: Esprit Nouveau - Piazza della Costituzione 11
"Apertura al pubblico e visita guidata"
A quarant'anni dalla sua costruzione, il padiglione dell’Esprit Nouveau è stato restituito alla città di Bologna, grazie alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Bologna che ne hanno finanziato il restauro.
Grazie ad una convenzione fra la Regione Emilia-Romagna, cui il Comune di Bologna ha affidato la gestione dell'edificio, e l'Istituzione Bologna Musei per tutti i sabati e le domeniche (escluso 24 e 31 dicembre) fino a fine gennaio 2018, alle ore 15, sarà possibile conoscere il padiglione attraverso visite guidate a cura del Dipartimento educativo MAMbo.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496611.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti

ore 16: Museo Archeologico - via dell'Archiginnasio 2
"Egitto: 'il dono del Nilo'"
Visita guidata a cura degli archeologi di Aster.
Lo scrittore greco Erodoto definisce l'Egitto "dono del Nilo", cogliendo così in poche parole l'importanza del fiume nello sviluppo della civiltà egizia. Elemento fondamentale per l'agricoltura e l’economia, principale via di comunicazione, fonte di sostentamento dell'Egitto, ma non solo: il Nilo, personificato in un dio che reca i frutti della terra, e le sue acque sono onnipresenti nella vita quotidiana e nelle credenze religiose e funerarie dell'antico Egitto.
La visita alla collezione ci consentirà di approfondire tutti questi temi attraverso l'osservazione di stele, reperti e papiri con segni geroglifici legati al tema dell’acqua.
Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 3,00). Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna € 3,00 per la visita guidata (ingresso museo gratuito)

ore 16: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky"
Visita guidata alla mostra, realizzata grazie alla collaborazione in esclusiva con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo.
La mostra è prodotta e organizzata da CMS.Cultura in partnership con il Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e curata da Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky.
Prenotazione obbligatoria direttamente alla cassa della mostra o via mail a info@mostrarevolutija.it (min 8 persone).
Ingresso: € 7,00 per la visita guidata + € 10,00 per l'ingresso in mostra (biglietto ridotto speciale con microfonaggio incluso)

martedì 26 dicembre
ore 10.30: Museo Medievale - via Manzoni 4
"Santi di pietra"
Visita guidata con Gianluca Del Monaco, RTI Senza Titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)

ore 15.30 e ore 16.30: Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
"La tradizione che continua: un presepio della Manifattura Minghetti"
Visite guidate alla mostra a cura di Fernando Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare), nell'ambito della rassegna "Andar per presepi".
Per l'occasione il museo effettua un'apertura strarodinaria dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Ingresso: gratuito

ore 16: Museo Archeologico - via dell'Archiginnasio 2
"Scrittura e scritture al Museo Archeologico"
Visita guidata a cura degli archeologi di Aster.
L'uomo scrive, e possiamo ragionevolmente affermare che molte civiltà umane sono vere e proprie civiltà di grafomani. Le testimonianze scritte sono però frutto di contesti, registri, media diversi che possiamo riconoscere guardando attentamente i reperti. Come è cambiata la comunicazione scritta dall'antichità a oggi, e come avremmo scritto noi viaggiando tra Medio Oriente, Egitto e Roma. Scopriamolo al Museo Archeologico dove avremo anche occasione di vedere alcuni reperti della Collezione Ancarani inaugurata di recente.
Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 3,00). Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna € 3,00 per la visita guidata (ingresso museo gratuito)

giovedì 28 dicembre
ore 17: Museo Archeologico - via dell'Archiginnasio 2
"Le Opere e i Giorni. Piccoli incontri al Museo"
In concomitanza con la chiusura per lavori strutturali del primo piano, il Museo Civico Archeologico offre un appuntamento fisso, tutti i martedì e giovedì non festivi fino al 28 dicembre alle ore 17. Piccoli incontri di 15 minuti, ciascuno autonomo e al tempo stesso collegato agli altri, come le tessere di un mosaico, per comporre una visione di insieme delle collezioni che rimangono aperte al pubblico (il Lapidario e la Collezione Egizia).
Giovedì 28 dicembre il tema dell'incontro sarà "Amuleti e magia”. Con Anna Dore.
Ingresso: € 3,00 (comprensivo di ingresso al museo). Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna gratuito


MOSTRE

Museo del Tessuto e della Tappezzeria "Vittorio Zironi" - via di Casaglia 3
"La moda etnica estone dal passato al futuro", fino al 24 febbraio 2018
 La mostra, realizzata in collaborazione con l’Unione Stilisti Estoni e con il supporto del Ministero della Cultura dell'Estonia e della Fondazione Eesti Kultuurkapital, consente di ammirare per la prima volta in Italia le creazioni di quindici stiliste estoni rappresentate da Anu Hint, curatrice del progetto espositivo e presidente della stessa Unione Stilisti Estoni.
La mostra giunge a Bologna come trentesima tappa di una circuitazione che dal 2009, dopo l'Estonia, ha toccato diversi paesi in tutto il mondo - Cina, Russia, Germania, Finlandia, Repubblica Ceca, Bielorussia, Portogallo, Kazakhistan, Giappone e Canada – e si inserisce in un programma di iniziative che nel 2018 celebreranno la ricorrenza dei 100 anni dalla nascita della repubblica indipendente e democratica dell'Estonia, proclamata un secolo fa il 24 febbraio, giorno scelto simbolicamente per la conclusione dell'esposizione felsinea.
I 21 abiti esposti a Bologna sono creazioni di 15 stiliste affermate ed emergenti, alla costante ricerca di una combinazione tra elementi tradizionali e uno stile più attuale, che invitano lo spettatore a percepire l'essenza dell'arte etnica estone in cui il presente si interseca con il passato.
Un linguaggio immaginario costituito da materiali, forme, colori e motivi fondato sulla tradizione per l’altissima artigianalità di ricami e tessiture, che testimonia quanto lo stile etni-
co formatosi nel corso dei secoli sia ancora oggi fonte di ispirazione vitale.
L'estetica e l'abilità artistica del popolo estone si riflette nelle combinazioni dei colori degli indumenti tradizionali, negli ornamenti e nella gioielleria, mentre le componenti etniche raccontano la storia attraverso cui si è formata l’identità nazionale e l’influsso esercitato da altri popoli, filtrato dal gusto e dalla sensibilità locali: una combinazione interessante tra l’influenza occidentale dei paesi scandinavi – fatta di elementi grafici, semplicità, modernismo e funzionalità – e quella orientale, ornamentale e ricca.
L’allestimento è arricchito da ulteriori materiali che approfondiscono lo sguardo etnografico sui vestiti tradizionali estoni, tra cui i disegni realizzati dalla celebre costumista, designer e restauratrice di abiti popolari tradizionali Melanie Kaarma che illustrano i completi in uso tra il Settecento e gli inizi del Novecento, pubblicati nel 1981 con Aino Voolmaa nel volume Costumi popolari estoni.


MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky", fino al 13 maggio 2018
L'arte delle avanguardie russe è uno dei capitoli più importanti e radicali del modernismo. Il periodo compreso tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere, come in nessun altro momento della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia diametralmente opposti l’uno all’altro e a un ritmo vertiginoso.
La mostra "REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky", prodotta e organizzata da CMS.Cultura in partnership con il Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei, è realizzata grazie a una collaborazione esclusiva con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo cui appartengono i due curatori, Evgenia Petrova, che ne è vicedirettore, e Joseph Kiblitsky.
L'esposizione intende mettere in luce la varietà degli sviluppi artistici in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni '30 ma anche, come evidenzia Evgenia Petrova: «riportare all’attenzione non tanto della critica o degli addetti ai lavori, quanto del pubblico, artisti tipo Repin come anche Petrov-Vodkin o Kustodiev, rimasti un po' nell'ombra a causa dell'enorme successo avuto da altri quali Chagall, Malevich o Kandinsky che pure sono presenti in mostra».
Oltre 70 opere, capolavori assoluti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, raccontano gli stili e le dinamiche di sviluppo di artisti tra cui Nathan Alt'man, Natal'ja Gončarova, Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Valentin Serov, Aleksandr Rodčenko e molti altri, per testimoniare la straordinaria modernità dei movimenti culturali della Russia d'inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo e al costruttivismo, costruendo contemporaneamente un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo.
In parallelo dell'esposizione, in tutta la città si svolge "Intorno a Revolutija", un ricco programma collaterale cui partecipe le principali istituzioni culturali cittadine. La grande mostra rappresenta infatti l’occasione per accendere i riflettori su una città che si presenta come un grande laboratorio in grado di lavorare sul tema comune dei cento anni della Rivoluzione d'Ottobre e affrontarlo da molteplici punti di vista.
Un articolato progetto educativo a cura del Dipartimento educativo MAMbo, in collaborazione con Senza Titolo e CMS.Cultura, è stato messo a punto per soddisfare il pubblico delle scuole, delle famiglie e dei visitatori per tutta la durata dell'esposizione.


"Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale", fino al 6 maggio 2018
Con il focus espositivo "Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale" il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna presenta una selezione di opere d'arte e documenti appartenuti a Roberto Daolio, prematuramente scomparso nel 2013, la cui intera collezione entrerà prossimamente in possesso del museo grazie alla liberale volontà degli eredi Stefano Daolio e Antonio Pascarella.
Le opere, quasi sempre di piccolo formato e spesso accompagnate da una dedica, sono state donate dalle artiste e dagli artisti con cui il critico d'arte, fra i più attivi e stimati in ambito nazionale, ha intessuto fitte relazioni intellettuali e operative, di carattere sia professionale sia amicale. La raccolta costituisce quindi una significativa testimonianza, per quanto parziale, di una vicenda biografica densa di incontri e attraversamenti, dialoghi e scambi, che ha dato un impulso sostanziale alla crescita e alla diffusione dell'arte emergente, componendone uno spaccato rappresentativo degli sviluppi più rilevanti, soprattutto in area emiliana, nel corso di oltre quarant'anni.
La mostra si articola per passaggi che consentono di individuare i principali tracciati della ricerca e dell'attività di Daolio, attraverso una scelta ragionata di un centinaio di pezzi dei 146 che compongono la donazione, alcuni dei quali sottoposti a interventi di restauro conservativo per questa occasione.
I lavori di tale collezione, “involontaria” in quanto priva di un organico indirizzo distintivo, appartengono il più delle volte a una produzione di non facile classificazione, che può essere definita "minore”, apparendo talvolta perfino di statuto artistico incerto, come nel caso delle lettere e dei messaggi stupendamente decorati spediti per posta da Luciano Bartolini. Tuttavia, il loro addensarsi intorno alla personalità di Daolio le rende, nel loro insieme e nella corrispondenza di complicità affettive che sottendono, sintomatiche di un metodo di lavoro originale, costantemente rivolto verso l'insorgenza di fenomeni e di talenti nascenti, osservati e interpretati con disinteressata e selettiva partecipazione.

"I gioielli di Elsa" di Sarah Mazzetti, fino al 7 gennaio 2018
In occasione di BilBOlBul, la Biblioteca del MAMbo ospita una mostra per bambini e adulti tutta incentrata sul libro a fumetti per l’infanzia "I gioielli di Elsa" di Sarah Mazzetti (Canicola, 2017).
Il libro racconta la scalata al successo della piccola Elsa - grazie a un’invenzione nata giocando - l’improvviso crollo della sua carriera e un viaggio simbolico attraverso il bosco che le permette di riscoprire se stessa e tornare bambina. L'opera è disseminata di citazioni che derivano da una profonda cultura grafica e artistica e dall’amore dichiarato dell’autrice per i classici Disney. Il retaggio dei più grandi illustratori, maestri del fumetto per ragazzi del '900, da Antonio Rubino a Winsor McCay, da Grazia Nidasio a Lyonel Feininger si fonde con la scena sperimentale del disegno contemporaneo: Brecht Vandenbroucke, Blexbolex e Pendleton Ward di Adventure time.
L'autrice sceglie di raccontare con una sapiente bicromia di verde e rosso; le tavole sono straordinari giochi di composizione mentre il segno è morbido ed elegante. In un mondo di personaggi grotteschi è lo stile e la cura dei dettagli che svolge un grande ruolo pedagogico sollecitando un’osservazione che restituisce il piacere della scoperta.
In mostra, oltre alle tavole originali, una sezione dedicata a materiali inediti che fanno luce sulla fase preparatoria, insieme a un’opera che Sarah realizzerà site specific.
Il volume nasce in collaborazione con il Festival Uovo Kids, Funder 35 e la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Durante le festività natalizie la mostra è visitabile su richiesta alla reception del museo nei giorni: 27, 28, 29 dicembre 2017 e 2, 3, 4, 5 gennaio 2018.

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
"La tradizione che continua: un presepio della Manifattura Minghetti", fino al 14 gennaio 2018
 L'esposizione di un presepio di collezione privata, realizzato dalla fabbrica bolognese dei Minghetti (1850-1989), consente di portare alla luce un aspetto poco noto dell’attività di questa illustre manifattura artistica, conosciuta principalmente per le preziose maioliche, molto apprezzate anche in Europa e negli Stati Uniti.
La mostra, curata da Nicoletta Barberini Mengoli e Mark Gregory D’Apuzzo in collaborazione con Fernando e Gioia Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare), intende infatti far riemergere la memoria di una produzione, quella di statuette presepiali, cui la celebre famiglia di ceramisti si dedicò, recuperando una consolidata tradizione artigianale e artistica locale.
Oltre al gruppo di tredici statuette del presepio esposto, pochi altri ne restano oggi a testimoniare un’attività documentata per altro dalle fotografie a corredo dei listini di vendita della Manifattura Minghetti, in cui si riscoprono proprio i prototipi dei nostri esemplari: ad esempio il presepio della Banca Popolare dell’Emilia Romagna di Bologna o quello della chiesa di San Pietro in Casale, che conta qualche statuetta in più.
Il presepio in mostra si compone di statuette di piccola e media grandezza, realizzate in terracotta a stampo, dipinta a freddo e poi rifinita a mano. Le figure variano per dimensioni dai 20 ai 40 cm e riprendono nelle tipologie e nelle caratteristiche la tradizione affermatasi a Bologna grazie all’opera di insigni scultori, come Angelo Gabriello Piò, Filippo Scandellari, Giacomo De Maria e Gaetano Catenacci.
Nel presepio esposto, oltre alla Natività con la Madonna e il Bambino, modellati in un unico blocco, sono presenti i tre Re Magi e altri personaggi che per consuetudine narrativa partecipano alla gioia della nascita di Gesù, accorrendo a rendergli omaggio. Tra queste l’Ovarola, la contadinella che porta al Bambino le uova come dono e per nutrimento; il Dormiglione appesantito dal vino bevuto, come solitamente rivela la fiasca che gli sta vicino ad eccezione del nostro esemplare, che sonnecchia indifferente nonostante la confusione generata dall’evento; e la Meraviglia, la donna del popolo che, stupita dalla nascita del Bambino, a braccia aperte la annuncia al mondo.
Anche le altre figure di contorno rientrano nella tradizionale messa in scena della Notte di Betlemme e dell’Epifania, come già accade per altri esemplari in terracotta, che fanno parte della raccolta permanente del Museo Davia Bargellini, posti in questa occasione in dialogo con le statuette Minghetti.

Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"Bella Impresa! Storie di lavoro e ordinario coraggio", fino al 7 gennaio 2018
La crisi economica e produttiva di questi ultimi anni ha colpito duramente anche le regioni del nord più industrializzato, con tassi di disoccupazione che non si vedevano dal primo dopoguerra. Il tessuto industriale, salvo poche e pregiate realtà, è stato fortemente danneggiato. Eppure, nel mezzo di una crisi senza precedenti per durata e per entità, i lavoratori ancora una volta si mostrano non immemori di una storia che li ha plasmati, nell’idea che dal peggio può sempre nascere qualcosa di buono e di nuovo.
La cooperazione, anche in un passato più lontano, fu lo strumento più idoneo a sostenere un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica ed equità sociale, grazie anche a un protagonismo positivo delle istituzioni locali, che allora promossero una grande partecipazione democratica intorno al tema della costruzione dei servizi e delle infrastrutture. Allora si trattò di costruire; ora si è trattato di salvare quello che stava morendo o di inventarsi un lavoro nuovo dalle ceneri del vecchio diventato obsoleto.
La distribuzione geografica in Italia del fenomeno dei workers buyout - lavoratori dipendenti che rilevano la proprietà di aziende in crisi per salvaguardarne e rilanciarne la continuità produttiva attraverso un assetto gestionale cooperativo - è particolarmente rilevante nel centro-nord Italia. Non mancano tuttavia esempi significativi, illustrati nella mostra e nel volume che la accompagna, in altre regioni, come nel Lazio, in Campania, in Sardegna e in Sicilia, regione dove la perdita e la riconquista del lavoro si intrecciano a storie di criminalità organizzata.
L'esposizione, realizzata dall'Associazione TerzoTropico e dall'Associazione Paolo Pedrelli - Archivio Storico C.d.L.M di Bologna, si propone di narrare, attraverso le fotografie di Ivano Adversi, le storie di lavoratori che si sono rimboccati le maniche, che hanno difeso la loro azienda fino a farsene carico definitivamente. Si è cercato di farlo attraverso una ricerca fotografica sull'intero territorio nazionale e la raccolta della memoria di quanto costruito attraverso i casi di 40 società cooperative, di cui sono state ritratte le maestranze al lavoro.
Un progetto fotografico che mette al centro i lavoratori e le lavoratrici di aziende di cui ora sono anche titolari, la loro storia, la storia dei loro sforzi per sostenere un impegno imprenditoriale consapevole, la loro visione della società.

"Il Garamond ritrovato. Il carattere di Simoncini. La scuola grafica bolognese", fino al 31 gennaio 2018
Più di 40 artisti-grafici hanno, a modo loro, senza vincoli di tecnica, reinterpretato una lettera, un numero, un segno del carattere ideato dall'imprenditore bolognese Francesco Simoncini, per omaggiare lui e, con lui, i Maestri Cesare Ratta, Francesco Fantuzzi, Alessandro Cervellati, Sepo, Pirro Cuniberti, Walter Hergenröther, Arrigo Donini, Giovanni Lanzi, Wolfango, Concetto Pozzati, Maurizio Osti e tutti i Maestri degli Istituti Grafici bolognesi che hanno tenuto a battesimo generazioni di creativi che ancora oggi, grazie al loro insegnamento, esercitano con successo la professione.
La mostra intende recuperare e restituire al pubblico i volumi della Biblioteca Cesare Ratta dopo anni di oblio grazie alla vendita delle opere donate dagli artisti e del catalogo curato da Sara Biagi, Roberta Frabetti e Alessandra Telmon.
La mostra si svolge nell'ambito di “Griffo, La Grande Festa delle Lettere”, in occasione dell'esposizione "Metodo Simoncini. Ricerca di un'estetica dell'insieme".


Museo Medievale - via Manzoni 4
"1143: la croce ritrovata di Santa Maria Maggiore", fino al 7 gennaio 2018
La mostra, realizzata dai Musei Civici d'Arte Antica in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bologna, è dedicata alla croce di Santa Maria Maggiore, ritrovata nell'ottobre 2013 durante i lavori di pavimentazione del portico della chiesa.
L'esposizione, curata da Massimo Medica, nasce dall'occasione di esporre per la prima volta al pubblico la croce viaria a seguito del restauro eseguito da Giovanni Giannelli (Laboratorio di restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l.).
L'opera rientra nella tipologia di croci poste su colonne, che venivano collocate nei punti focali della città, a segnalare spazi sacri come chiese e cimiteri o di particolare aggregazione come i trivi o i crocicchi e le piazze. Stando alla tradizione, tale uso si diffuse già in epoca tardoantica a partire dalle “leggendarie” quattro croci poste a protezione della città retratta romana da sant'Ambrogio o da san Petronio e oggi conservate nella basilica petroniana. È però soprattutto a partire della nascita del Comune (1116) e con l'espansione urbanistica della città del XII e XIII secolo che si venne a sviluppare tale fenomeno. Talvolta le croci venivano protette da piccole cappelle e corredate di reliquie, di altari per la preghiera, e di tutto il necessario per la celebrazione della messa. Segno distintivo e identificativo per la città, le croci segnarono lo spazio urbano fino al 1796, quando l’arrivo delle truppe napoleoniche e l’instaurazione della nuova Repubblica, trasformarono la città e i suoi simboli.
La croce ritrovata di Santa Maria Maggiore è di notevole interesse sia perché era tra i molti esemplari andati dispersi, sia perché è possibile datarla grazie all’iscrizione 1143, presente nel braccio destro. L’opera si viene così a collocare tra i più antichi modelli a noi pervenuti, come quella di poco successiva a quella degli Apostoli e degli Evangelisti, detta anche di Piazza di Porta Ravegnana, la quale risale al 1159.
Scolpita su entrambe le facce, la croce ritrovata presenta sul recto la figura di Cristo dal modellato assai contenuto, caratterizzato da incisivi grafismi che rilevano le fisionomie del volto e il gioco delle pieghe del panneggio. Sul verso invece la scultura è impreziosita da sinuosi ed eleganti tralci d’acanto, intervallati da fiori e da elementi vitinei posti a cornice della mano di Dio benedicente, ormai non più leggibile. Tali motivi decorativi richiamano modelli antichi o tardoantichi, reinterpretati con una verve esecutiva che trova un riscontro in certi repertori della coeva miniatura.
Per meglio valorizzare e contestualizzare la croce ritrovata, il percorso espositivo propone una selezione di altri 14 pezzi tra cui i calchi di altre croci viarie perdute o non più visibili nelle collocazioni originarie, codici miniati dell'XI e XII secolo, tavolette d'avorio e preziose opere di oreficeria, esempi della cultura artistica diffusa nella città felsinea.


Casa Morandi - via Fondazza 36
"Esercizi di stile", fino al 7 gennaio 2018
Casa Morandi propone il terzo momento espositivo di "Esercizi di stile", progetto di collaborazione tra l'Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Istituzione Bologna Musei, nato nel 2016 per permettere agli studenti di confrontarsi con le istituzioni e i musei cittadini, esponendo i propri lavori e inserendosi così nelle dinamiche tipiche di tali contesti.
Questa edizione vede coinvolti gli allievi dei corsi di Design grafico e Illustrazione per l'editoria. Gli studenti hanno progettato un nuovo merchandising ispirato a Giorgio Morandi rivolto a target di pubblico differenziati e hanno elaborato alcune illustrazioni partendo dalla produzione pittorica e grafica dell'artista, filtrata attraverso la loro personale cifra stilistica.

L'Istituzione Bologna Musei racconta, attraverso le sue collezioni, l’intera storia dell’area metropolitana bolognese, dai primi insediamenti preistorici fino alle dinamiche artistiche, economiche, scientifiche e produttive della società contemporanea.
Un unico percorso diffuso sul territorio, articolato per aree tematiche.
Archeologia, storia, storia dell’arte, musica, patrimonio industriale e cultura tecnica sono i grandi temi che è possibile affrontare, anche attraverso percorsi trasversali alle varie sedi.

Fanno parte dell'Istituzione Bologna Musei: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi, Casa Morandi, Villa delle Rose, Museo per la Memoria di Ustica, Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d'Arte, Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Museo del Patrimonio Industriale, Museo e Biblioteca del Risorgimento, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi”.

La Card Musei Metropolitani di Bologna è il nuovo servizio attivato in occasione del IX centenario del Comune di Bologna per ampliare l'accessibilità al patrimonio storico artistico della città: un abbonamento che offre accesso illimitato alle collezioni permanenti e ingresso a prezzo ridotto alle mostre temporanee di tanti musei della città e dell’area metropolitana. Vale 12 mesi e costa 25 euro: tutte le informazioni sono disponibili sul sito cardmuseibologna.it.
INDIRIZZI E RECAPITI
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi
via Don Minzoni 14
tel. 051 6496611
aperto: martedì, mercoledì, domenica e festivi: ore 10-18; giovedì, venerdì e sabato: ore 10-19
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18
Mostra “REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky”: martedì, mercoledì, giovedì, domenica: ore 10-19; venerdì e sabato: ore 10-20
24 dicembre: ore 10-16
Natale (25 dicembre): ore 15-20
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-20

Casa Morandi
via Fondazza 36
tel. 051 6496611
aperto: su prenotazione solo nei seguenti giorni e orari:
da ottobre a maggio venerdì e sabato ore 14-16; domenica: ore 11-13
da giugno a settembre venerdì e sabato ore 17-19; domenica: ore 11-13

Villa delle Rose
via Saragozza 228/230
tel. 051 436818 - 6496611
aperto: in occasione di eventi espositivi

Museo per la Memoria di Ustica
via di Saliceto 3/22
tel. 051 377680
venerdì, sabato e domenica: ore 10-18
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): chiuso

Museo Civico Archeologico
via dell’Archiginnasio 2
tel. 051 2757211
fino al 31 dicembre 2017:
aperto: martedì - venerdì: ore 9-18.30; sabato, domenica e festivi: ore 10-18.30
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18.30

Museo Civico Medievale
via Manzoni 4
tel. 051 2193916 - 2193930
fino al 31 dicembre 2017:
aperto: martedì - venerdì: ore 9-18.30; sabato, domenica e festivi: ore 10-18.30
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18.30

Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6
tel. 051 2193998
aperto: martedì - venerdì: ore 9-18.30; sabato, domenica e festivi: ore 10-18.30
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18.30

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44
tel. 051 236708
aperto: martedì - sabato: ore 9-14; domenica e festivi: ore 9-13
24 dicembre: ore 9-13
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 9-13 e 14-18

Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”
via di Casaglia 3
tel. 051 2194528 - 2193916 (biglietteria Museo Civico Medievale)
aperto: giovedì: ore 9-14; sabato e domenica: ore 10-18.30
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): chiuso

Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34
tel. 051 2757711
fino al 31 dicembre 2017:
aperto: martedì - venerdì: ore 9-18.30; sabato, domenica e festivi: ore 10-18.30
24 dicembre: ore 10-14
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18.30

Museo del Patrimonio Industriale
via della Beverara 123
tel. 051 6356611
aperto: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì: ore 9-13; sabato: ore 9-13 e 15-18; domenica: ore 15-18
24 dicembre: ore 15-18
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 15-18

Museo civico del Risorgimento
Piazza Carducci 5
tel. 051 347592
aperto: martedì - domenica: ore 9-13
24 dicembre: ore 9-13
Natale (25 dicembre): chiuso
Santo Stefano (26 dicembre): ore 9-13