martedì 31 gennaio 2012

Upandcomingstyle.com...una nuova forma d'arte

Un gruppo di ragazzi che si riunisce condividendo una passione comune, la moda e l’arte,  inizialmente  un po’ per gioco ma il tempo da forza al loro progetto e quello che era nato come una passione diventa un obbiettivo, una speranza un qualcosa di concreto. E’ cosi che nasce il gruppo di UpandComingStyle.com,  un giornale on line che vuole parlare di moda ma non solo, vuole raccontare l’arte e le storie dei giovani  talenti emergenti dando loro visibilità, dando loro il modo di potersi esprimere e di farsi notare nel panorama locale e internazionale.
Andrea Quarantotto, giovane fotografo di moda emergente e editor di UpandComingStyle.com, ha ridefinito il suo campo di interesse, ampliandolo a tutti gli aspetti più all’avanguardia della cultura artistica odierna, e con i suoi collaboratori, Sara Scialpi,  Maria Rita Catasta, Francesca Rinaldi, Maria De Los Angeles Monari , Margot Pandone, Elisabetta Porcinai, Rebecca Coslovi e Odile Orsi,  è riuscito in poco tempo ad avere un ampio seguito sia in italia che all’estero. Il magazine propone ogni due mesi un numero in pdf sfogliabile on line e ora in occasione di Arte Fiera 2012 il gruppo presenterà ufficialmente il progetto culturale e creativo che è alla base della webzine di moda, arte contemporanea e delle possibili contaminazioni figurative e visive.
Per gli appuntamenti con Up che inizieranno da Giovedì 26 gennaio alle ore 21.30 è possibile consultare il sito www.upandcomingstyle.com

Info:
tel: 3478558018

giovedì 19 gennaio 2012

Due prove di giornalismo a confronto: "Un matrimonio" di Pupi Avati arriva in città.



Le sottane lunghe delle signore svolazzano tra i colonnati, i mestieri di un tempo tornano ad essere svolti, le famiglie passeggiano ai Giardini Margherita la domenica pomeriggio dopo aver mangiato un piatto di tortellini fatti in casa e lucide Balilla percorrono Via Zamboni. Ecco quello che succede a Bologna in questi giorni, da quando è arrivata in città la troupe di “Un matrimonio”, il  nuovo film a puntate per la Rai di Pupi Avati. All’ombra delle Due Torii si respira un’atmosfera retrò e affascinanti memorie del passato tornano per farci sognare.
Le strade e i vicoli sono trasformate così in  un set cinematografico “vintage” per tre settimane: tanto dureranno le riprese qui dirette dalla figlia Maria Antonia, perché Pupi è rimasto a Cinecittà a girare gli interni della produzione che da ottobre si vedrà in tv.
La vicenda narrata copre un arco temporale di circa mezzo secolo, raccontando la storia d’amore dei genitori di Avati dal ’48 ai giorni nostri: i protagonisti sono infatti Francesca e Carlo, interpretati rispettivamente da Micaela Ramazzotti e da Flavio Parenti, che vestono i panni dei genitori del regista, una giovane coppia che vive nella Bologna post-bellica. È infatti la storia italiana del primo dopoguerra che viene raccontata attraverso la città natale del regista, e le vicissitudini della famiglia Avati.
Le prime scene sono state girate in Via Fondazza e in Strada Maggiore, e a seguire in Via Castiglione, in Piazza Galvani e in Via Valdonica, dove abitava la madre del regista. Questi sono solo alcuni degli angoli più suggestivi della città che verranno toccati con la cinepresa, intrecciando storia italiana, romanzo popolare e realtà cittadina.
Tra i portici di Via Zamboni reciteranno anche attori molto amati quali Cristian De Sica e Andrea Roncato, che interpreteranno i nonni di Pupi Avati. Ma figurano anche tanti bolognesi nel progetto che conta ben duecento figuranti. È attesissima la prossima settimana Katia Ricciarelli.
Questa è la Bologna che vedremo in tv, una città serena e ottimista, espressione di una positività fraterna che può nascere nelle persone solo grazie al superamento di una crisi: stiamo parlando del secondo conflitto mondiale.
Giulia Ravaglia





Tornare indietro nel tempo: una delle possibilità che la magia del cinema spesso ci regala. Sarà così a gennaio nel centro storico di Bologna, set di“Un Matrimonio”, fiction in sei puntate per la Rai, diretta da Pupi Avati. Il nostro regista torna a girare in città, dopo tanto tempo e polemiche, e  la sua troupe animerà le vie per tutto il mese, per poi tornare in primavera. In realtà Avati non ci sarà fisicamente: dirige le riprese sua figlia Maria Antonia, mentre il padre si dedicherà a girare gli interni a Roma. Peccato: in realtà nel centro storico abbiamo delle case ancora intatte nella struttura e a volte anche negli arredi, gli studenti ne sanno qualcosa...Resta il fatto che i portici di Bologna sono ineguagliabili e così nonostante i graffiti, e l'evoluzione delle botteghe, il regista stavolta ha deciso di non poter rinunciare. Il matrimonio è quello dei suoi genitori, interpretati da Flavio Parenti e Micaela Ramazzotti, che abbiamo appena visto sul grande schermo protagonista dell'ultimo film del regista Il cuore grande delle ragazze: a partire dagli anni 40 vengono raccontate le vicende della sua famiglia, intrecciate alla storia. Tra gli altri interpreti anche Cristian De Sica e Andrea Roncato, nella parte di suo nonno. Quindi un set itinerante a cielo aperto che incontreremo nei luoghi che attraversiamo  ogni giorno: via San Vitale, via Fondazza, via Zamboni, via Castiglione, Piazza Santa Stefano, ghetto ebraico, sembra che la madre abitasse in Via Valdonica e in quei locali che hanno conservato quanto più possibile il loro volto originario come il ristorante Diana, il forno Atti, il negozio di stoffe Zinelli, il calzaturificio Rimondi .
Avremo la possibilità di rivivere una Bologna del passato, incontrare delicate signore con cappellini  tailleur aderenti, e di rigore pochette in mano, macchine d'epoca, scoprire  la diversità delle attività commerciali, cosa c'era al posto del bar in cui andiamo ogni giorno: in via San Vitale un negozio di biciclette diventerà per l'occasione un forno, mentre il Palazzo della Provincia in via Zamboni tornerà ad essere la TIMO, la società telefoni Italia medio orientale.
Un salto nel passato e nella nostra storia e il ritorno di un uomo alle sue origini e alla sua città.

RitaMaria

martedì 17 gennaio 2012

UN FILM NELLO ZAINO..

Il desiderio di far riflettere i piccoli spettatori su quelli che sono gli autentici valori della vita, in una società piena di falsi miti è con questo scopo che mercoledì 18 gennaio fino al 12 maggio 2012 inaugura la sedicesima edizione della Rassegna internazionale "Un film nello zaino", ideata e organizzata dall'Associazione Gli anni in tasca.
Interrogarsi sulla bellezza, imparare a riconoscerla nelle opere d'arte, ma anche negli oggetti di uso quotidiano è un'altro degli scopi di questa manifestazione che coinvolge da anni migliaia di bambini e bambine di Bologna e provincia, le loro famiglie e gli istituti scolastici.
Ed è proprio con questa finalità che sabato 21 gennaio, alle ore 10, con l'intento di coniugare al meglio storia dell'arte e divertimento, verrà organizzata in Pinacoteca, in via belle arti 56, una caccia al tesoro alla ricerca del vetro nascosto in alcune delle opere esposte.
Una esperienza formativa indimenticabile che coinvolge totalmente i ragazzi attraverso gli indizi forniti dall'osservazione dei magnifici dipinti custoditi nel museo.
I film (otto lungometraggi e cinque cortometraggi) sono pensati e selezionati per un pubblico in formazione, intende aiutare i ragazzi ad affinare il gusto e la sensibilità, aprendosi al mondo e a diverse modalità di racconto. I cinema che proieteranno i film sono il Cinema Europa in via Pietralata 55/A e il Cinema Jolly in via Marconi 14.
Un film nello zaino è prodotto dall'Associazione di promozione sociale "Gli anni in tasca" con il sostegno e il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, del Quartiere San Vitale, del Ministro per i beni e le attività culturali, dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna- DAMS- Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo e del Dipartimento di Scienze dell'Educazione.

INFO:
filmnellozaiono@libero.it
http://www.filmnellozaino.it/
tel. 3333693539

Pupi Avati a Bologna per raccontare una storia d'amore..

Pupi Avati è a Bologna..impossibile non accorgersene girando per via Zamboni, un fiume di gente si dirige incuriosita davanti a un importante edificio proprio all'inizio della via, le persone cercano di farsi spazio spintonandosi a vicenda per cercare di intravedere qualche cosa o vedere qualcuno che esce. Tutto quello che si riesce a scorgere sono solo luci, macchine da presa, cameramen, comparse ma niente di più. Il bello è sapere che proprio Bologna ospiterà le riprese della nuova fiction per rai uno di Pupi Avati. Allora ci si potrebbe chiedere perchè la scelta di Bologna?
Perchè è proprio a Bologna che è nato l'amore tra i genitori del famoso regista. Lui stesso è appunto Bolognese.
La madre di Pupi Avati sarà interpretata da Micaela Ramazzotti nota attrice italiana che più volte abbiamo visto protagonista di famose fiction come Incantesimo o Don Matteo. E' bello passeggiare per la tua città e a un certo punto ti fermi e sembra di tornare indietro negli anni quando ancora le donne usavano i cappelli con la veletta e quando ancora c'era la "Timo"..Per sapere la trama e la storia di questo amore non ci resta che attendere l'appuntamento in televisione.. per ora noi bolognesi ci possiamo lasciare incantare da questa atmosfera..

La moda a Bologna..

La moda a Bologna si caratterizza per lo più per le varie fasce di età più che per le categorie.
Se si presta attenzione si nota infatti che per esempio le donne, lavoratrici o non amano vestire non con eccessi o particolari che saltano agli occhi, ma semplicemente con jeans, scarpe con tacco e a seconda della stagione, usano cappotti molto spesso stretti in cintura e sfiancati o sobrie camicette o magliette. Gli uomini giacca e cravatta di giorno se lavorano in ufficio e un pò più elegante sportivo alla sera per fare il classico aperitivo con gli amici.
I ragazzi e le ragazze, diciamo la categoria studenti, sembrano essere tutti uguali, sia per i tagli di capelli sia per l'abbigliamento, per lo più composto da scarpe da ginnastica, jeans a vita bassa e giubottino o magliettina rigorosamente corto sempre a seconda della stagione.
Comunque, Bologna rimane una città attenta alla moda, sopratutto per i giovani, sfoggiare gli oggetti o i capi più in voga al momento sembra essere una priorità alla quale non si rinuncia. L'attenzione alla moda che è in costante cambiamento forse rappresenta anche un pò lo spirito di questa città..

Una giornata di musica per ricordare P.Pellegrino Santucci ..

Maratona organistica in onore di Padre Pellegrino Santucci

Domenica 29 dicembre dalle ore 14.30 fino alle 22.30 si terrà presso la
Basilica di S. Maria dei Servi in Strada Maggiore, 43 la maratona
organistica in onore di Padre Pellegrino Santucci, grande compositore,
amante della musica e fondatore della Cappella Musicale di S. Maria dei
Servi. In questa occasione sarà anche possibile ammirare e conoscere
meglio alcune delle importanti opere d’arte racchiuse tra le mura di
Santa Maria dei Servi come la Beata Vergine in trono di Cimabue, la pala
in marmo dell'Annunciazione di Maria di Michelangelo Montorsoli (1558),
alcune tracce degli affreschi di metà '300 di Vitale da Bologna, e
numerosi altri preziosi dipinti.
Tra i capolavori esposti si trova la Maestà di Cimabue e opere di Lippo
di Dalmasio, A. Tiarini, U. Gandolfi, A. Piò. Alla chiesa è annesso il
convento nel quale è possibile visionare dipinti e affreschi.
L’interno della basilica conserva opere che consentono per varietà e
ricchezza una panoramica sulla cultura artistica bolognese.

INFO: Basilica S. Maria dei Servi
Strada Maggiore, 43 – 40126 Bologna
Tel. 051.261710
info@musicaiservi.it

Programma  Maratona  organistica  in  ricordo  di 
Padre Pellegrino Santucci



Ore 11 e 30 S. Messa animata all'organo da M. Bonfiglioli, finita la S.Messa 15 minuti di musica organistica
 ( improvvisazione)
                                                       
                                                       Ore 14 Francesco Unguendoli

Ore 14 e 30 Matteo Bonfiglioli

Ore 15 e 15  Simone Serra

Ore 16 Andrea Bernagozzi , coro Femminile “ San Francesco” San Lazzaro.
 ( all'interno di questo modulo potremmo inserire l'esecuzione di due brevi lavori di Andrea Treggia e Annalisa Massa ,allievi della  Scuola Diocesana di Organo del M° Bovina)

Ore 16 e 45 Riccardo Galli

Ore 17 e 15  Marco Arlotti organo, Michele Santi tromba.

Ore 18 e 15  Wladimir Matesic, organo, Chiara Molinari soprano.

Ore 19 S. Messa ( al servizio provvederanno Wladimir e Chiara)

Ore 20 Carlo Ardizzoni organo, coro di Mezzolara

Ore 20 e 45 Roberto Cavrini / Coro Cappella  Musicale
Ore 21 e 15 S.Messa animata dalla Cappella Musicale dei Servi,dopo la S.Messa chiuderà il M° Cavrini con la  Cappella  Musicale

giovedì 12 gennaio 2012

Le recensioni di unik-BO: I Cani



Tastiere digitali, indie, testi corrosivi, sottoculture pop, atteggiamenti posers : queste sono solo alcune immagini che mi vengono in mente quando penso a “Il sorprendente album d’esordio” dei Cani, primo disco di questa band di Roma che sul net si definisce “l’ennesimo gruppo pop romano”,  forse sbagliandosi, o forse no. Questo solo il tempo potrà definirlo.

Un concerto che ci ricorda tempi passati

Non è facile capire come in un mondo così tecnologico e interessato a una cultura musicale ben lontana dai generi di Mozart e Hendel, i concerti nelle chiese di Bologna abbiano ancora così tanto successo. Sarà forse dovuto a un bisogno di sentirsi ancora legati a quei suoni che ci evocano epoche molto lontane da noi semplicemente l’ammettere che la musica classica o lirica riesce a distendere a ridare serenità in quella che è la vita frenetica di tutti i giorni ecco allora che giovedì 22 dicembre 2011 la chiesa di Santa Maria dei Servi ha voluto regalare con un concerto aperto a tutti qualche ora in compagnia di celebri musiche natalizie, le canzoni, note ormai a tutti, come tu scendi dalle stelle o dormi bel principin hanno regalato ai cittadini bolognesi quell’aria familiare e di calore che ci porta a evocare tempi passati. Il coro formato da più di trenta persone di età varia, è stato fondato tanti anni fa da il compianto e indimenticato maestro e compositore Padtre Pellegrino Santucci, ancora oggi il coro vive grazie all’amore che molte persone hanno per la musica. L’impegno si basa su due prove settimanali di un’ora e mezza l’una, e nei periodi di Avvento o Quaresima l’impegno comprende anche partecipare alle messe domenicali per accompagnare la liturgia con i canti del  repertorio della Cappella Musicale.

Programma concerto di Natale del 22 dicembre 2011
1-  J.F. Wade (1711-1786)   Adeste Fideles
2-  G.B. Martini (1706-1784) Pastorale per due flauti
3-  Lauda napoletana (anonimo)  Venite adoriamo
4-  Anonimo  Gli Angeli nella Campagna
5-  A.dè Liguori (1696.1787)  Tu scendi dalle stelle
6- P. Santucci (1921-2010)  Corteo dei Magi
7- P.Santucci (1921-2010)  Venite Adoremus
8- P.Santucci (1921-2010)  Pastorale in Fa
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Parte dedicata al prof. M. Tossani9- W.A.Mozart (1756-1791)  Dormi o bel Principin
10- Mascagni  Intermezzo dalla "Cavalleria rusticana"
11- Puccini  Requiem
12- Perosi     Inno  di  San  Petronio
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13- F.x.Gruber (1787-1863)  Stille Nacht
14- G.f. Handel (1685.1719)  Hallelujah

martedì 10 gennaio 2012

Vita da supplente

Robert Doisneau, "La dent", 1956


All'improvviso, magari mentre sei ancora tra le morbide braccia di Morfeo, arriva la tanto attesa chiamata: "recarsi quanto prima all'Istituto Comprensivo" che ha bisogno di te per una supplenza, ormai breve dati i tempi difficili..ma non si sa mai,tutto può succedere. Poi magari si prolunga. Vietato dire di no.
Noi insegnanti precari non possiamo permetterci ancora il lusso della scelta, e quindi dopo aver accettato, in meno di dieci minuti si procede, nell'ordine: lavarsi,vestirsi,rendersi presentabili,concentrarsi sulla lunga e faticosa mattinata che ci aspetta, consultare la mappa per  vedere dove è precisamente situato il posto in questione,consultare il sito dell'atc/trenitalia per raggiungerlo nel più breve tempo possibile,lanciarsi fuori casa e arrivare trafelati alla fermata più vicina, prendendo al volo il primo mezzo utile...
Finalmente eccomi a destinazione: vorrei riposare un attimo perché ho già esaurito tutta la mia potenza fisica ma, ad attendermi, trepidante, una classe di almeno 27, 25 quando va bene, adolescenti  iperagitati che stanno letteralmente godendo del fatto che arriverà la supplente, e quindi... Fiesta! Prima di entrare solito rituale: si prende il registro, si salutano i colleghi,si cerca l' aula con l'aiuto della dada, si indossa la maschera dell'autorevolezza-se non vuoi essere “sbranata” è d'obbligo- e via.  La prima missione è conquistare la postazione cattedra, luogo di detenzione del potere: finché non ci arrivi, facendoti strada nella bolgia di alunni che si rincorrono,si spingono, si parlano URLANDO, trascinano sedie e spostano banchi, non sapranno mai che sei tu l'insegnante. Solo allora ti guardano allibiti: forse ti salutano, ma di sicuro iniziano a prendere posto piano piano e a squadrarti per cercare di capire bene chi hanno di fronte e se sarà davvero festa o non è il caso di scherzare troppo.
Appello: prima di collegare volto e nome ci vorrà un pò, ma non importa si fanno subito avanti i più chiacchieroni e quelli te li ricordi subito, o i più pestiferi, quelli anche, perché a forza di rimproverarli, il loro nome/cognome assume la dimensione di un mantra. Ma il primo giorno i ragazzi sono completamente affascinati e incuriositi da questo nuovo adulto, probabilmente "palloso" , che in qualche modo entrerà nella loro quotidianità : Prof da dove viene? Quanti anni ha? Ma lei ce l'ha il moroso? Che musica ascolta? Gioca alla playstation?Quali sono i suoi videogames preferiti? Prof ma lei è giovane, ma è laureata? Ovviamente parlando contemporaneamente con me e tra di loro, abbondano i commenti: meno male che alla veneranda età di 30 anni ho deciso di togliere l'orecchino al naso, segno tangibile della mia rivoluzione giovanile, quando i piercing e i tatuaggi erano davvero un segno di protesta. Ai tempi dei miei esordi lavorativi, lo portavo ancora e mi consacrava ai loro occhi come una “giusta”, e se il giorno dopo mi presentavo con le Nike minimo ricevevo in regalo una compilation personalizzata con le loro hit preferite (siamo in un'età in cui la musica è completa identificazione). Se ci penso sorrido, ricordando come anche io mi infervoravo nelle dispute tra compagni di classe, quando le fazioni di scontro principale erano rock e reggae, e noi eravamo come guelfi e ghibellini.
In realtà è un lavoro difficile: nella società attuale i ragazzi sono eccessivamente stimolati, ipermovimentati, caotici, confusionari, allo sbaraglio. E' un'impresa tenerli seduti per cinque ore, si alzano e si muovono con qualsiasi scusa: devi controllare che stiamo attenti, che non scappino via lontano dal tuo campo visivo per combinare chissà cosa, che non si taglino con il taglierino- che è la loro arma di minaccia preferita- che non arrivino alle mani ma tanto ci arrivano sempre-al massimo a ricreazione,quando appena ti giri, sfoggiano delle acrobazie  tali che Kill Bill in confronto è roba da principianti... Non parliamo dell'attenzione che va al tempo di una "surfata" in  internet.
Il limite tra baby sitter, psicologa, insegnante è davvero sottile... nonostante questo nascondono dietro un mondo e hanno bisogno di te per "leggerlo": è ovvio che i tempi cambiano e bisogna adeguarsi, ma  l'uomo nel suo profondo sarà sempre quell'adolescente chiuso in un bozzolo, che, anche se apparentemente non le accetta, ha bisogno di regole per poi un giorno poterle infrangere o ribaltare, che ha bisogno di imparare ad osservare la realtà con uno sguardo diverso, chiedendosi il perché,  e ad avere la possibilità di scegliere senza lasciarsi travolgere dall'automatismo di una massificazione dominante. Anche se per il tempo limitato di una supplenza, è questo che vorrei trasmettere, è questo il mio impegno.