mercoledì 12 dicembre 2012

"FOGLIO PER ROBERTO ROVERSI": ESCE IN 5000 COPIE IL PRIMO OMAGGIO DELLA CITTA' AL POETA SCOMPARSO A tre mesi dalla scomparsa di Roberto Roversi, un gruppo di amici e collaboratori del poeta bolognese, coordinati da Antonio Bagnoli, ha realizzato un "foglio volante" per ricordarlo nel modo migliore: facendolo leggere. In formato cm 64x88, piegato cinque volte, il foglio contiene una selezione di opere di Roversi che - "in ordine casuale e senza introduzioni" - vogliono offrire a tutti l'opportunità di conoscere la sua scrittura. I testi, scelti dai curatori tra la produzione di Roversi, abbracciano la poesia (da "Descrizioni in atto" a "L'Italia sepolta sotto la neve", da "Libri contro il tarlo inimico" ai testi liberi), la narrativa (tre pagine di "Caccia all'uomo"), il teatro (l'incipit de "La macchia d'inchiostro" e dell'inedito "Il discorso"), la canzone (i testi di "Chiedi chi erano i Beatles" e "Parole incrociate"), e una lettera (esempio della modalità di scrittura "privata"). Un excursus, quindi, tra le pagine di un grande autore offerto al pubblico in una modalità che gli è sempre stata congeniale: quella dell'opera liberamente distribuita, agile e tascabile, da trovare nei luoghi pubblici di incontro come le librerie e le biblioteche, tra cui Archiginnasio e Salaborsa . Primo in Italia ad usare il ciclostile per la diffusione in autonomia della propria opera letteraria, già dalla fine degli anni settanta, Roversi fu motore instancabile di numerose iniziative concretizzate in riviste/foglio a diffusione gratuita, tra cui ricordiamo "La tartana degli influssi", "Dispacci", "Spartivento", "Il giuoco d'assalto". Questo "Foglio per Roberto Roversi" - realizzato dalle Edizioni Pendragon, in collaborazione con il Comune di Bologna è stampato in 5000 copie ed è il primo omaggio della città al suo grande poeta. Ne seguiranno, a breve, altri. Alcuni dei testi pubblicati nel foglio: 101. Vorrei avere molti libri da leggere. Ancora. Tempo davanti. Libri con segni sconosciuti vecchie tipologie polverosi libri trovati nel ripostiglio di casa odore di tonaca e di cera davanti a una chiesa sull’argine del fiume sulla balaustra di un ponte di ferro fra paese e paese – aspettare un foglio portato dal vento dentro alla stanza. È più facile che una voce si conservi sotto la neve. (da L’Italia sepolta sotto la neve) --------------------- 85. Parliamo di questa guerra per bande che è la poesia. La poesia è una mela? Si legge per dispetto? Si ascolta come il temporale cupo del telegiornale? È una partita d’arance andata a male? È un suono secco un suono duro? Una mano al catrame contro il muro? È l’ombra di una cosa ed è la cosa è la voce e il cuore della cosa ed è per sempre il suo futuro. (da Il Libro paradiso) --------------------- Nei libri antichi è scritta la saggezza, parola di Brecht. Ma dalle severe biblioteche non esce solo il sapere lucido di sale; non esce solo con le piume dell’esile gabbiano la poesia claudicante per l’attesa e prossima a cantare; esce anche la ferocia del tarlo appostato con denti di delirio; escono grida e voci di una storia che racconta come troppe volte i sapienti si inchinarono ai potenti sorridendo. Dalle biblioteche dice Brecht escono anche le voci dei massacratori. Aggiungo: non le voci dei massacrati. In una grande foresta di silenzio il tempo li ha divorati. (Da Libri e contro il tarlo inimico)

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