lunedì 8 aprile 2013
QUESTION TIME, CHIARIMENTI SUL TEATRO DIALETTALE
L'assessore alla Cultura Alberto Ronchi, ha risposto oggi, nella seduta di
Question Time, alla domanda d'attualità della consigliera Mirka
Cocconcelli (Lega nord) sul teatro dialettale.
La domanda d'attualità della consigliera Mirka Cocconcelli (Lega nord):
"La stampa cittadina riporta un articolo sulle compagnie di teatro
dialettale che sono quanto mai vive a Bologna; a questo proposito si chiede
al Sindaco e alla Giunta se vi sono - e quali - le politiche culturali per
sostenere il teatro dialettale, e per implementare la conoscenza del nostro
dialetto e della cultura del territorio da parte del Comune di Bologna.
La risposta dell'assessore Alberto Ronchi:
"La ringrazio per il modo in cui pone le domande e per l'interesse che lei
sempre dimostra a queste questioni. Intanto vorrei chiarire quanto da lei
detto in modo indiretto e cioè che chi si occupa di dialetto ha una valenza
di serie B. E' noto che io non divido la Cultura in serie A e in serie B e
ho sempre detto che la differenziazione dell'offerta è fondamentale. Colgo
quindi l'occasione di spiegare come stiamo cercando di muoverci. Voi sapete
e lei stessa l'ha riconosciuto, che viviamo in un momento complesso ed è
complicato che l'Amministrazione comunale risponda a tutti quelli che, per
fortuna, in questa città operano, sia al livello professionale che non
professionale, nel campo della Cultura. Noi tentiamo di individuare dei
luoghi che convenzioniamo che in qualche modo, attraverso un meccanismo di
sussidiarietà e tenendo conto che hanno all'interno dei direttori artistici
che liberamente, come è giusto che sia, scelgono e si occupano di una parte
della Cultura che si sviluppa in città. Non a caso noi abbiamo una
convenzione pluriennale che sto cercando di potenziare con il teatro Dehon
e con il teatro Tivoli i quali fanno stagioni di Teatro dialettale.
L'Amministrazione comunale nel 2012 ha dato loro 25.000 euro e sto tentando
di riportare questo contributo alla cifra precedente che era 30.000 euro,
sto tentando anche di fare a loro una convenzione, perché ritengo molto
opportuno avere dei punti di riferimento in questo ambito. Dico anche che
molte delle attività che si svolgono in città si svolgono liberamente, come
è giusto che sia, all'interno di strutture di tipo privato o legate a
strutture che non sono di proprietà del Comune di Bologna. Nel caso del
Teatro Alemanni la proprietà, che è della parrocchia, per motivi che io non
discuto ha deciso di aumentare l'affitto e il contributo del Teatro
Alemanni alle utenze. Ecco quello che non può avvenire è che il Comune di
Bologna riesca a coprire questo tipo di costi. Perché noi non possiamo
coprire i costi di altri soggetti che decidono autonomamente o liberamente
di aumentare gli affitti o le spese. Quindi è evidente che, se ci si viene
a dire "abbiamo bisogno di 12.000 euro perché il nostro proprietario ci ha
aumentato le spese", lei capisce bene che questo è un meccanismo che
potrebbe portarci ad una spesa complessiva infinita, perché come
giustamente ha detto lei le realtà sono tantissime. Allora io credo che sia
giusto prestare attenzione, ma credo anche che la politica che stiamo
portando avanti, anche in maniera faticosa, tenendo conto anche, come ha
ricordato lei giustamente e la ringrazio per questo, che abbiamo in questo
momento delle priorità che sono piuttosto pressanti. Le ricordo che abbiamo
evitato un problema enorme - e qui stiamo parlando dei professionisti -
rispetto al Teatro Comunale di Bologna, che però per le politiche nazionali
e per un insieme di cose, ha sempre bisogno di controllo, vigilanza e anche
di aiuto da parte dell'Amministrazione comunale, si tratta della più grande
industria culturale della città, in termini di occupati. Inoltre, mi sto
occupando molto faticosamente della vicenda dell'Arena del Sole perché
anche lì siamo in una situazione di estrema difficoltà. Allora è necessario
che, nella libertà di tutti, nel dialogo che è sempre ben accetto, ci sia
la consapevolezza che noi abbiamo una nostra idea di politica culturale che
è quella che le ho detto , ma che dal punto di vista economico-finanziario,
in un momento che è molto complicato riusciamo a mettere delle priorità.
Ripeto, si tratta di priorità, non di classificazioni in serie A e serie B.
L'altro elemento da chiarire è che i costi per l'Amministrazione comunale
non sono solo di tipo diretto, ma sono anche indiretti. Perché vede, io
sarei contentissimo se i "mitici" spazi di cui molto spesso si parla e che
a volte nemmeno sono di proprietà del Comune fossero già a norma, ma
comunque poi dovrei andare dal collega Malagoli e chiedergli di investire
per fare questo spazio. Quindi la materia è più complessa di quanto non si
creda. Per questo vorrei invitare tutti a fare sulla Cultura una
riflessione complessiva, perché si tratta di una materia complicata e la
ringrazio perché lei si sforza sempre in questo senso. Quel che è vero e lo
vedrete anche nel bilancio del 2013 è che questa amministrazione, a
differenza anche di anni passati, sta tentando di mantenere gli impegni e
di risolvere questioni che sono sul tappeto da molti anni. Aiutateci in
questo sforzo anche con le vostre domande e - senza nulla togliere al
dovere dell'opposizione di porre delle questioni - tentando di capire in
quale spazio ci muoviamo e qual'è la filosofia che seguiamo. Noi abbiamo
bisogno, in una politica di sussidiarietà, di avere dei punti di
riferimento che possano dare delle risposte, perché l'assessore non può,
come succedeva fino a poco tempo fa, rispondere a tutti i soggetti. Per
esempio noi ora abbiamo unificato tutti musei in un'Istituzione unica,
quindi, dal mio punto di vista, chi vuole organizzare una mostra in questa
città non deve andare dall'assessore Ronchi perché l'assessore dà gli
indirizzi, non è un esperto d'Arte. Abbiamo un direttore che si chiama
Maraniello che è la persona che noi abbiamo individuato come esperto.
Dipendente del Comune di Bologna, assunto per questo motivo, direttore
dell'Istituzione Bologna Musei che ha la capacità di scegliere e ovviamente
di dire sia dei si e qualche volta anche di no. Concludo dicendo che
abbiamo cercato di costruire questo tipo di politica anche intorno a questo
problema da lei sollevato in maniera così garbata. Grazie"
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento