lunedì 29 ottobre 2012
NETTUNO D'ORO A GIOVANNI SEDIOLI, LE MOTIVAZIONI LETTE DALL'ASSESSORE
MARILENA PILLATI
Il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha consegnato oggi pomeriggio
nell'Aula del Consiglio comunale il Nettuno d'Oro - onoreficenza conferita
a cittadini che abbiano onorato, con la propria attività professionale e
pubblica, la città di Bologna - al prof. Giovanni Sedioli.
Le motivazioni lette in Aula dall'assessore a Scuola e Formazione del
Comune di Bologna, Marilena Pillati.
"Giovanni Sedioli, nato a Forlì nel 1946, bolognese di adozione, per oltre
trent’anni è stato infaticabile e autorevole promotore del valore formativo
della cultura tecnico-imprenditoriale, contribuendo con il suo operato a
svilupparne e legittimarne i contenuti, evidenziandone il legame profondo
con temi strategici della nostra società, quali formazione, capacità
professionale, innovazione, eccellenza e sviluppo.
Un impegno svolto innanzitutto nella sua qualità di preside della più
antica e prestigiosa scuola tecnica di Bologna, gli Istituti Aldini
Valeriani, una scuola nata oltre centosessanta anni fa grazie a due
illustri intellettuali, il bolognese Giovanni Aldini e l'imolese Luigi
Valeriani, che lasciarono in eredità al Comune di Bologna i loro patrimoni,
con l'obbligo di impiegarli per la costruzione di una scuola
"professionale" in grado di rispondere alle mutate esigenze formative che
l'avanzare della Rivoluzione industriale stava imponendo in tutta Europa.
Una scuola d'eccellenza che ha avuto un forte impatto sullo sviluppo
industriale della città e che Giovanni Sedioli ha guidato dal 1983 al 2007,
dopo avervi insegnato Fisica per una decina d'anni.
Simbolo della scuola per oltre vent'anni, il "maestro” - così lo chiamano i
suoi ex studenti - ha fatto delle Aldini un innovativo laboratorio
didattico per la continua sperimentazione di strategie formative attente
alle necessità delle nuove generazioni e in grado di intercettare le
esigenze di un contesto industriale, in quegli anni in rapida evoluzione.
Il riconoscimento della “risorsa umana” come elemento fondamentale per la
riuscita di ogni processo di formazione tecnico-professionale è stato un
tratto distintivo della sua azione profondamente innovativa, caratterizzata
da una forte attenzione alla trasversalità delle tecnologie,
all’automazione, all’informatizzazione, al rafforzamento della formazione
professionale e ai temi più generali della formazione continua.
Convinto sostenitore di un modello basato sulla integrazione tra mondo
della formazione e quello della produzione, continuo è stato il suo impegno
per rafforzare questo legame. Per questo si è impegnato per realizzare una
biunivocità di relazioni che servisse alla scuola per cogliere i punti di
trasformazione e di necessità per le professionalità su cui impostare la
propria azione formativa; e all’impresa per meglio conoscere il
funzionamento della scuola, i suoi punti di forza e quelli su cui erano
necessari contributi specifici nelle esperienze di alternanza
scuola-lavoro.
La credibilità della scuola è stata tale da esserle riconosciuta la
capacità di orientare l’insegnamento anche su tecnologie non completamente
affermate nelle imprese. La stessa credibilità, d’altro canto, ha evitato
interferenze volte a condizionare le scelte fondamentali nella formazione
dei ragazzi. Ma il suo impegno in questa direzione è proseguito anche al di
fuori del ruolo di preside delle Aldini, adoperandosi per affermare un
modello e un sistema di formazione basato su tali principi.
In un rinato clima di forte attenzione verso la cultura
tecnico-scientifica, che aveva come epicentro l'Istituto Aldini Valeriani,
ha contribuito all'avvio di progetti più vasti di valorizzazione della
identità industriale del nostro territorio: un Museo del Patrimonio
Industriale, che negli anni Ottanta è stato un elemento importante di
novità nel panorama culturale della nostra città e che ha contribuito a
diffondere presso il mondo delle aziende la piena consapevolezza della loro
forza culturale, del fatto che il loro essere non aveva solo effetti
economici, ma influiva sui modi di essere del territorio, sugli equilibri
sociali, sulla volontà di cambiare; la costituzione della Fondazione Aldini
Valeriani per implementare processi formativi in grado di accompagnare i
tecnici lungo l’intera vita professionale; il Programma Quadrifoglio che ha
proposto un percorso di formazione in grado di seguire i giovani dalle
scuole medie alle esperienze post universitarie, sempre in un’ottica di
specializzazione e innovazione tecnica; la costituzione dello “sportello
lavoro”, per sistematizzare le esperienza di scambio scuola-territorio.
Le attività innovative sperimentate da Giovanni Sedioli dentro e attorno
all’Aldini sono diventate riferimento per scelte nazionali e sono state
recepite anche nel dibattito sulla riforma della formazione
tecnico-scientifica. La sperimentazione da lui condotta ha portato alla
consapevolezza condivisa che risultati e percorsi così complessi e di
successo non potevano essere elementi casuali di una cultura di “pura
strumentalità”, come era percepita in quegli anni la formazione
professionale. La cultura tecnica, con i suoi linguaggi specifici, con la
conoscenza scientifica come base teorica, con la cultura del risultato è
diventata a pieno titolo un elemento imprescindibile della società
contemporanea.
La grande esperienza e autorevolezza di Giovanni Sedioli lo ha portato a
far parte di numerose commissioni nazionali istituite dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che si sono occupate
delle più importanti riforme degli anni più recenti: la riforma della
cultura tecnica professionale, la definizione degli obiettivi per l’asse
tecnologico scientifico, il riordino degli istituti tecnici e
professionali, l’istituzione degli ITS (Istituti Tecnici Superiori). E’
tutt’ora membro, su delega della Regione, delle Delivery Unit costituite
dalla Direzione Regionale del Ministero, per il riordino del secondo ciclo
di istruzione. Intensa la relazione con Confindustria Nazionale in merito
alla discussione per il riordino di tecnici e professionali, che lo ha
visto dal 2001 al 2008 invitato permanente al gruppo Education.
Ha ricoperto infine il ruolo di Assessore alla Scuola, Formazione,
Università e Lavoro della Regione Emilia-Romagna fra il 2009 e il 2010.
Per questa attività, del più alto interesse e valore generale,
l’Amministrazione esprime a Giovanni Sedioli la gratitudine dell’intera
città".
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